Difesa, POLITICA ITALIANA

L’Arroganza del potere e la flessibilità a giorni/governi alterni

Possiamo riassumere con una semplice ma efficace frase la filosofia che è dietro alla modifica normativa, inserita nel decreto d’urgenza “Misure urgenti in materia di giustizia e difesa, nonché proroghe di referendum, assegno temporaneo e IRAP”, che è stata inserita per assicurare alla Marina il prossimo Capo di Stato Maggiore della Difesa, che, come da prassi, vuole la rotazione tra le varie FFAA. La frase è la seguente “esistono solo due categorie di norme: quelle che non si applicano e quelle che si modificano prima di applicarle”. 

Nulla da dire rispetto alla Marina, Forza Armata che, come ho scritto in un articolo tempo fa, è stata troppo ridimensionata e questo è un pericolo per un paese “immerso” nel Mediterraneo. Sono anche d’accordo che sia importante rispettare la prassi che spesso ha una forza superiore alla legge ma, nonostante le giustificazioni che il Sole 24ore stamattina si è affrettato a fornire a un pubblico che poco conosce le dinamiche della Difesa, questa sembra proprio una di quelle modifiche normative ad personam e, mi viene il sospetto che essendo inserita in un decreto d’urgenza, possa alla fine non essere convertita, in modo da agire solo sul caso specifico. 

Potrebbe sembrare strano che io stia esprimendo rammarico per il provvedimento, visto che io stessa avevo cercato di promuovere la stessa norma, proprio perché anche allora esisteva un ventaglio di scelte limitato.

Eppure in quel caso, a parità di condizioni, non si era potuto fare.

Ho condiviso alla fine la premura di chi mi diceva “la Difesa è un’organizzazione che va toccata con delicatezza…”. Perchè oggi, mi chiedo, questa delicatezza non sia più necessaria per maneggiare la Difesa? 

Come mai, avendo avuto tanto tempo (da set 2019), non si è pensato di procedere con una Legge ordinaria che avrebbe consentito di coinvolgere nella scelta il Parlamento, e di avviare la fase di concertazione interistituzionale che è necessaria per modificare un codice complesso come quello dell’Ordinamento Militare (COM)? Vero è che con un decreto Legge, vista la necessità e l’urgenza, la concertazione avviene nel Consiglio dei Ministri, ma dove stanno la necessità e l’urgenza quando si parla di una carica che sapevamo già tre anni fa che sarebbe cambiata oggi?

Che poi, il modo per far sì che la carica andasse alla Marina senza fare questa forzatura con un decreto Legge e senza violare la prassi che vuole che il capo sia scelto fra i 4 stelle esisteva: bastava far passare dalla carica di Capo di Segredifesa l’attuale vice per poi nominare lui (come è già avvenuto in passato). 

Come vedete non sto parlando di persone e non ho fatto alcun nome. Tutti gli alti ufficiali coinvolti nel giro delle nomine, essendo arrivati dove sono, hanno tutte le carte in regola per assumere le responsabilità più alte, ma, ripeto la domanda, come mai, a parità di condizioni, oggi si può fare ciò che ieri non si poteva? 

E se domani si ripetesse di nuovo l’empasse, si tornerebbe ancora indietro? 

Non sarebbe meglio sostituire l’arbitrarietà delle scelte mascherata da legge e prassi con una norma fatta bene e che consideri ogni possibile fattispecie? 

E, infine, come si manifesta la tanto dichiarata volontà di andare verso delle Forze armate interforze se non si supera la necessità della prassi dell’alternanza?

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