Democrazia, Sicurezza

L’età del dubbio. La percezione della realtà e i rischi derivanti dalla manipolazione delle immagini attraverso le nuove tecnologie digitali

Di Elisabetta Trenta Intervento tenuto al #ForumPA il 21 maggio 2025 su invito di PicTrue

Da sin: Emanuele Gentili, Founder & Director di TS-Way, Diego de Renzis, CEO & Co-Founder di Think2Future, Elisabetta Trenta, Direttrice Osservatorio sulla Sicurezza Nazionale, Università Pegaso.

Se non possiamo più credere ai nostri occhi, a cosa potremo credere?

Il tema della verità delle immagino tocca nel profondo la nostra percezione della realtà e, con essa, la nostra democrazia, la nostra libertà, la nostra sicurezza.

Infatti è in base alla percezione della realtà, più che la realtà stessa, che noi pensiamo, prendiamo le nostre decisioni e anche votiamo o non votiamo. 

Viviamo un tempo strano, quasi paradossale. Un tempo in cui abbiamo accesso a più informazioni che mai, ma facciamo sempre più fatica a distinguere il vero dal falso. 

Siamo immersi in quella che potremmo chiamare “l’età del dubbio”. Ma questo dubbio non è solo una questione intellettuale. 

È un dubbio strutturale, che mina la fiducia nelle istituzioni, nella stampa, nella politica, perfino nella realtà che vediamo con i nostri occhi.

La disinformazione non è un errore. È un’arma.

Per disinformazione infatti intendiamo  la diffusione intenzionale di notizie false o distorte, con l’obiettivo di manipolare l’opinione pubblica, creare confusione o influenzare decisioni politiche e sociali. È un’arma silenziosa che mina la fiducia e indebolisce la democrazia.

Oggi la disinformazione non è più solo un problema giornalistico, né solo un fenomeno virale sui social. È un sistema, costruito per manipolare, dividere, destabilizzare. È parte integrante delle strategie di potenze ostili, gruppi estremisti, reti criminali, ma anche, a volte, di attori statali che vogliono condizionare le nostre democrazie dall’interno.

Pensiamo ai deepfake, immagini o video completamente falsi ma incredibilmente realistici. Bastano pochi secondi per diffondere un finto discorso di un leader politico, una protesta che non è mai avvenuta, un crimine che non è mai accaduto. E nel tempo che impieghiamo a verificare l’autenticità, il danno è già fatto.

Ma andiamo oltre e parliamo di un concetto ancora più insidioso: la guerra psicologica. Non si tratta più di conquistare territori, ma di conquistare menti. 

Non si bombarda con i missili, ma con le emozioni: la paura, l’indignazione, il sospetto.

E poi c’è la guerra cognitiva: una strategia più sottile e continua. 

Non mira a farci credere qualcosa di specifico, ma a farci smettere di credere a qualsiasi cosa. A convincerci che non esiste più una verità, ma solo versioni. Che tutto è manipolabile, tutto è relativo. 

Quando la verità diventa opinione, la democrazia si indebolisce. Quando non crediamo più a nulla, diventiamo facilmente manipolabili.

È la dissoluzione della fiducia collettiva.

Le conseguenze di questo stato sono profonde:

La paura cresce. La gente si chiude, si radicalizza, cerca nemici.

La partecipazione democratica cala. Non ci fidiamo più di nessuno, non votiamo, non ci impegniamo.

La coesione sociale si frantuma. L’altro diventa sospetto. La verità, una provocazione.

E intanto, mentre noi ci dividiamo, chi vuole indebolire le nostre democrazie conquista terreno.

Ma c’è una risposta. E non è solo culturale o politica. È anche tecnologica. La tecnologia che crea il dubbio può anche fugare la nebbia. E qui entra in gioco Pictrue, piattaforma italiana utile per certificare l’autenticità delle immagini e dei video, utile a restituire certezza a ciò che vediamo. 

Riuscire a dare certezza di un’immagine o un video significa dare strumenti ai giornalisti, alle istituzioni, ai cittadini per difendersi. 

Significa iniziare a ricostruire quella fiducia collettiva che la disinformazione ha tentato di distruggere.

Voglio concludere dicendo che

La lotta alla manipolazione digitale non è solo una questione tecnica. È una battaglia culturale e democratica. 

Difendere la verità delle immagini è oggi un atto politico, un atto di responsabilità.

Se non possiamo più credere a ciò che vediamo, a cosa potremo credere?

Ecco perché strumenti come Pictrue non sono solo innovazione. Sono resistenza democratica. E oggi, più che mai, ne abbiamo bisogno.

Elisabetta Trenta, Diego de Renzis, Emanuele Gentili